La camminata in doppio compito potrebbe rivelare disturbi cognitivi legati ai piccoli vasi cerebrali

Camminare svolgendo contemporaneamente un compito cognitivo potrebbe rendere alcuni deficit più evidenti rispetto alla sola camminata. Una revisione sistematica con meta-analisi riporta questa differenza in pazienti con un’alterazione dei piccoli vasi cerebrali accompagnata da disturbi cognitivi. Questi risultati, però, non bastano a definire un test di screening affidabile.

Illustrazione di una valutazione della deambulazione associata a un compito cognitivo.
Gadget & TechIllustrazione editoriale, non un dato dello studio.

Una valutazione che richiede maggiore attenzione

La malattia dei piccoli vasi cerebrali contribuisce ai disturbi cognitivi di origine vascolare. Secondo gli autori, le anomalie della deambulazione possono comparire precocemente nel suo decorso e sono strettamente associate al declino cognitivo. Misurarle rappresenta quindi una possibile strada per individuare le difficoltà associate a questa malattia.

La valutazione in doppio compito aggiunge una richiesta cognitiva durante la camminata. Questo impegno supplementare potrebbe far emergere difficoltà cognitive e motorie meno evidenti quando la persona si limita a camminare. Si tratta di un metodo di valutazione, non di un allenamento di cui sia stata verificata l’efficacia.

Differenze più evidenti in doppio compito

La revisione ha individuato nove studi che riportavano risultati in doppio compito e otto che riportavano risultati relativi alla sola camminata. Quattro studi includevano entrambe le condizioni. L’abstract consultato non specifica né il numero totale dei partecipanti né la durata degli studi.

La valutazione in doppio compito distingueva meglio i pazienti con disturbi cognitivi associati a questa malattia dai controlli senza disturbi cognitivi. In questa condizione, i pazienti camminavano più lentamente e presentavano una maggiore variabilità del tempo del ciclo del passo, oltre a un costo del doppio compito più elevato.

Queste differenze erano statisticamente significative. Tuttavia, l’abstract non ne riporta l’entità: è quindi impossibile ricavarne una soglia utile per valutare una persona o quantificare la rilevanza clinica delle differenze.

Una possibile misura, non ancora uno strumento validato

Gli studi differivano per le misure della deambulazione, i criteri di imaging e i compiti cognitivi utilizzati. Le analisi esplorative suggeriscono che le caratteristiche osservate all’imaging potrebbero spiegare parte delle differenze tra gli studi.

Gli autori chiedono ricerche con criteri diagnostici standardizzati per valutare le prestazioni nello screening e la capacità di prevedere l’evoluzione cognitiva. Questi risultati non consentono quindi di interpretare una difficoltà a camminare in doppio compito come una diagnosi, né di generalizzare questa associazione all’intera popolazione.

I limiti da tenere a mente

È stato consultato soltanto l’abstract su PubMed, non il testo integrale. Non riporta il numero totale dei partecipanti, l’entità degli effetti né le prestazioni diagnostiche. L’eterogeneità dei metodi limita l’interpretazione. I finanziamenti e i conflitti di interesse non sono stati verificati.

Cosa possiamo ricavare

La camminata in doppio compito è una possibile modalità di valutazione dei disturbi cognitivi legati ai piccoli vasi cerebrali. La sua utilità per individuare questi disturbi tramite screening o prevederne l’evoluzione resta da stabilire.

Fonti e provenienza

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