Virus di Epstein-Barr e sclerosi multipla: una mappatura regionale non dimostra un nesso causale

La frequenza della sclerosi multipla e quella dei marcatori di esposizione al virus di Epstein-Barr aumentano negli studi disponibili in Medio Oriente e Nord Africa. Ma questa revisione di dati osservazionali affianca stime di popolazione: non dimostra né che i due andamenti siano collegati, né che prevenire l’infezione ridurrebbe i casi di sclerosi multipla.

Mappa del Medio Oriente e del Nord Africa che illustra la regione studiata per la sclerosi multipla e l’esposizione al virus di Epstein-Barr.
MentalitàIllustrazione editoriale, non un dato dello studio.

Due indicatori mappati, non un monitoraggio individuale

I ricercatori hanno raccolto 131 studi dopo una ricerca bibliografica conclusa il 18 giugno 2022. Il loro obiettivo era mappare, affiancandole, la prevalenza della sclerosi multipla (SM) e la sieroprevalenza del virus di Epstein-Barr (EBV) nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

Per l’analisi quantitativa dell’EBV, hanno selezionato gli studi che misuravano gli anticorpi VCA-IgG in popolazioni sane. Questo indicatore di esposizione al virus non corrisponde a una diagnosi di SM. La sintesi non segue le stesse persone dall’infezione fino all’eventuale comparsa della malattia.

Un aumento più marcato per la SM

Considerando tutti i periodi, la prevalenza aggregata della SM raggiunge 51,02 casi per 100.000 abitanti. La sieroprevalenza aggregata dell’EBV raggiunge il 75 %. Questi due valori descrivono indicatori diversi: non permettono di calcolare il rischio di SM in una persona esposta al virus.

Negli studi condotti fino al 2000, la prevalenza aggregata della SM era di 12 casi per 100.000 abitanti, contro 58 in quelli condotti tra il 2011 e il 2022. Negli stessi periodi, la sieroprevalenza dell’EBV passava dal 71 % al 75 %.

Questo contrasto, tuttavia, non misura l’evoluzione di un’unica popolazione seguita nel tempo. I paesi, le popolazioni e i metodi rappresentati possono differire tra i periodi.

Medie rese meno solide da studi molto diversi

L’abstract riporta un’eterogeneità estrema per entrambi gli indicatori. Le differenze riguardano in particolare la geografia, le popolazioni, i metodi, gli approcci diagnostici e i periodi studiati. Le medie aggregate non vanno quindi considerate stime uniformemente applicabili a ogni paese.

L’accostamento resta di tipo ecologico: due tendenze osservate a livello di popolazione non bastano a stabilire una relazione nei singoli individui. Questa analisi non permette neppure di attribuire l’aumento della SM a quello dell’esposizione all’EBV.

In questa analisi la prevenzione resta un’ipotesi

Gli autori prospettano un potenziale beneficio della prevenzione dell’EBV sulla SM, ma la loro revisione non verifica alcun intervento preventivo. Questa proposta resta quindi un’ipotesi, non un risultato clinico.

Chiedono studi longitudinali di popolazione, con un’identificazione standardizzata della SM e una sierologia EBV dettagliata per età. Questa mappatura definisce soprattutto le questioni da esplorare, senza fornire raccomandazioni preventive individuali.

I limiti da tenere a mente

È stato consultato solo l’abstract PubMed fornito, non il testo integrale. Gli studi sono osservazionali ed estremamente eterogenei. Gli intervalli di confidenza delle stime principali non sono riportati nell’estratto. Non è stato possibile verificare i finanziamenti e i conflitti di interesse.

Cosa possiamo ricavare

Questa sintesi descrive due tendenze regionali concomitanti. Non quantifica un rischio individuale e non dimostra che prevenire l’EBV prevenga la sclerosi multipla.

Fonti e provenienza

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