Apnea del sonno: l’allenamento con i pesi sembra migliorare il sonno percepito in un piccolo studio

Dormire meglio secondo un questionario non significa avere meno apnee. Un’analisi secondaria di uno studio randomizzato condotto su 25 adulti con apnea ostruttiva del sonno da moderata a grave suggerisce che otto settimane di allenamento con i pesi migliorino la qualità del sonno percepita e alcuni punteggi della qualità di vita. Non è stata tuttavia osservata alcuna differenza nella sonnolenza diurna.

Adulto che esegue un esercizio con i pesi per illustrare uno studio sulla qualità soggettiva del sonno e sull’apnea ostruttiva.
SonnoIllustrazione editoriale, non un dato dello studio.

Uno studio breve su adulti con apnea rilevante

I partecipanti avevano in media 54,6 anni e un indice di massa corporea di 36,1 kg/m². Il loro indice iniziale di apnea-ipopnea era in media di 52,2 eventi all’ora. I risultati riguardano quindi una popolazione con apnea rilevante, non persone senza disturbi respiratori che desiderano semplicemente dormire meglio.

I ricercatori hanno suddiviso i partecipanti tra un gruppo di allenamento con i pesi, con tre sedute alla settimana per otto settimane, e un gruppo di controllo, con due sedute settimanali. L’abstract non specifica il contenuto delle sedute del gruppo di controllo né gli esercizi e i carichi del gruppo di allenamento con i pesi. Non consente quindi di riprodurre l’intervento né di caratterizzare con precisione il confronto.

Un miglioramento del sonno riferito, non della sonnolenza

La qualità soggettiva del sonno è stata valutata con il questionario di Pittsburgh, o PSQI. Il suo punteggio globale è diminuito di 3,2 punti nel gruppo di allenamento con i pesi, contro un aumento di 0,2 punti nel gruppo di controllo. Una diminuzione corrisponde qui a un miglioramento del sonno riferito.

Sono state osservate differenze tra i gruppi anche nelle componenti del questionario relative al tempo necessario per addormentarsi, alla durata del sonno e ai farmaci per dormire. Questi risultati sono variazioni di punteggio: non indicano direttamente quanti minuti di sonno siano stati guadagnati né quale quantità di farmaci sia stata evitata.

Anche il punteggio globale della qualità di vita SF-36 e la sua dimensione emotiva sono cambiati in senso favorevole. Non è stata invece osservata alcuna differenza nella scala della sonnolenza di Epworth. Il miglioramento riferito non si estende quindi a tutti i sintomi valutati.

Cosa non dimostra questo studio

I risultati presentati si basano su questionari. L’abstract non riporta variazioni dell’indice di apnea-ipopnea dopo l’intervento. Non si può quindi dedurre che l’allenamento con i pesi riduca le interruzioni respiratorie notturne o sostituisca un trattamento dell’apnea.

Il numero limitato di partecipanti, la durata di otto settimane e il carattere secondario dell’analisi invitano a considerare questi risultati come un segnale incoraggiante da confermare. L’abstract non specifica neppure i trattamenti dell’apnea seguiti parallelamente né gli effetti avversi.

I limiti da tenere a mente

È stato consultato solo l’abstract su PubMed, non il testo integrale. L’analisi secondaria riguarda 25 adulti seguiti per otto settimane. Il contenuto delle sedute del gruppo di controllo, i trattamenti concomitanti e gli effetti avversi non sono specificati in questo abstract. Il finanziamento e i conflitti di interesse non sono stati verificati.

Cosa possiamo ricavare

In questo piccolo studio, l’allenamento con i pesi sembra migliorare il sonno percepito negli adulti con apnea ostruttiva da moderata a grave. Questo risultato non dimostra né una riduzione delle apnee né un miglioramento della sonnolenza diurna.

Fonti e provenienza

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